Perché la Qualità nel trasloco? – Specialisti Traslochi

“Il problema della gestione della qualità non è quello che le persone non sanno su questo argomento. Il problema è quello che pensano di sapere”   (Crosby Philip B.)

 Collegare il concetto di qualità, come è largamente diffuso, a quelli di aumento dei profitti, diminuzione dei costi, soddisfazione della clientela, sarebbe banale, ripetitivo, e forse anche presuntuoso in questa sede.

QualitàPer esigenze di tempo e di spazio, in questo articolo, mi limiterò a spiegare come si è evoluto il concetto di qualità nel tempo, dall’epoca pre-industriale all’età moderna. I più audaci ne comprenderanno sicuramente il potenziale e ne intravedranno, come è successo anche a me, motivi molto validi per approfondire.

Oggi, nell’epoca di internet e dei social network, il termine qualità viene associato a qualsiasi cosa : “questo prodotto è di qualità, la qualità dell’aria è ottima, il tuo lavoro è di qualità, quella persona o quel giocatore ha qualità”…

Ma cosa significa esattamente? Cosa si nasconde dietro questo termine molto e forse troppo spesso utilizzato ? Cosa ha spinto economisti, imprenditori, persino imperatori e capi di stato a prestare tanta attenzione alla Qualità?

Il concetto di qualità, al pari del mercato e delle esigenze dei consumatori, ha subito una profonda trasformazione nel corso degli anni.

La Qualità: dal controllo del prodotto all’assenza di difetti

Nell’epoca pre-industriale, l’imprenditore artigiano, svolgendo tutte le fasi del proprio lavoro, dalla pianificazione
fordismo alla vendita del prodotto, effettuava in prima persona il controllo della qualità dei prodotti che realizzava.

Essendo la qualità strettamente legata alla vendita del prodotto, l’artigiano la riteneva fondamentale per la piena soddisfazione della clientela.

Dal 1910 al 1950, anni della produzione di massa contraddistinti dal Taylorismo e dal Fordismo, l’attenzione alla qualità del prodotto è stata fortemente ridimensionata, rispetto al periodo pre-industriale, in quanto il cliente non richiede più qualità ma quantità.

La qualità è intesa come assenza di difetti del prodotto venduto ed è controllata a campione, al termine del processo di produzione, non più in tutte le sue fasi, come faceva l’artigiano.

La Qualità come controllo del processo

Tra il 1930 e 1960, l’attenzione delle imprese in tema di qualità si sposta dal prodotto al processo: per prevenire un prodotto difettoso è necessario intervenire, in maniera tempestiva, sul processo (nasce la prevenzione della Non Conformità).

Il controllo interno della qualità (controllo statistico nell’area di produzione dell’organizzazione) si estende all’esterno ossia  diviene controllo della qualità dei fornitori (in quanto la qualità di un prodotto dipende anche dalla qualità delle materie prime, fornite dai fornitori).

La Qualità: Kaizen e il TQM

Tra il 1950 e il 1980, nel mercato si diffonde la strategia di differenziazione del prodotto.

Terminata la seconda guerra mondiale, mentre le imprese occidentali, per migliorare la propria efficienza, investivano esclusivamente sull’innovazione tecnologia (in giapponese, “Kairyo”), il Giappone per risollevarsi dalla pesante disfatta della seconda guerra mondiale, puntava sulla Qualità, in una visione innovativa che combina performance elevate dei prodotti a bassi prezzi. Nasce una smisurata attenzione ai processi e alle persone … il Kaizen (dal giapponese, Kai = cambiamento/miglioramento e Zen= buono/migliore).

La differente visione della qualità tra quella occidentale e quella giapponese, la si può comprendere tramite una semplice metafora:

Siamo al piano terra di un edificio (la nostra organizzazione). L’obiettivo è arrivare all’ultimo piano (successo).

Abbiamo due alternative:

  1. Salire in ascensore (tecnologia);
  2. Prendere le scale (struttura organizzativa: processi e persone).

Nel primo caso abbiamo la certezza di arrivare in cima e in brevissimo tempo.

Ma questo ha costi elevati (acquisizione e manutenzione della tecnologia) e ad intervalli cadenzati di tempo in quanto l’ascensore non lo troviamo sempre sul piano.

La disponibilità tecnologia non è sempre nelle nostre mani!

Invece, se scegliamo le scale, procedendo step by step, a fronte di un tempo maggiore e a costi minori, arriveremo comunque in cima ma l’ascesa rimane nelle nostre mani!

kaizenIl Kairyo,  consente rapidi benefici in aumento di produttività ma a fronte di elevati investimenti e non è sempre praticabile; il Kaizen, invece, permette di avere elevati benefici, attraverso piccoli e graduali miglioramenti, a fronte di modeste risorse economiche in quanto produce un cambiamento già disponibile nell’organizzazione e, quindi, sempre praticabile.

La decisione strategica post- bellica del Giappone per la sua ripresa economica basata sul Kaizen, piuttosto che una scelta di singole aziende all’interno di un paese ha sicuramente contribuito ad accelerare la diffusione del concetto di qualità come soddisfazione della clientela e miglioramento continuo.

Un intero popolo è orientato alla qualità: sono istituite organizzazioni nazionali che promuovono istruzione e formazione sul controllo qualità, sono chiamati ad insegnare noti economisti americani quali Deming e Juran che diffondono strumenti manageriali alle imprese giapponesi (strumenti che negli U.S.A. erano sorprendentemente poco considerati!)

 Negli anni 60’-70’ le imprese giapponesi, grazie alla qualità basata sul miglioramento continuo conquistano la leadership sui mercati internazionali nei settori dell’alta tecnologia, dell’automobile e dell’elettronica: vendono prodotti di qualità superiore a basso prezzo.

– Negli 80’, per combattere lo strapotere delle imprese giapponesi e dei loro prodotti, le imprese occidentali decidono di competere con la loro stessa arma: la qualità. Così, nel mercato della personalizzazione di massa, nascono le norme ISO 9000 (per la standardizzazione dei sistemi di gestione qualità a livello mondiale) e il Total Quality Management (TQM).

La qualità da aspetto strettamente tecnico diviene una vera e propria strategia. E’ intesa come assenza di difetti che permea tutta l’organizzazione (dalla qualità dei processi si ottiene la qualità del prodotti!)

Orientamento al cliente, miglioramento continuo, responsabilità e leadership del management, coinvolgimento del personale sono soltanto alcuni dei principi del TQM che riporteranno le imprese americane a divenire nuovamente competitive sul mercato globale.

La Qualità come ricerca dell’eccellenza

Nel nuovo millennio, le difficoltà legate al mercato (saturazione, crisi, esigenze dei consumatori sempre più complesse) spingono le imprese di tutto il mondo a trovare l’ elemento differenziante”, quello che porta il consumatore a sceglierle a discapito dei concorrenti.

Il concetto di qualità cambia nuovamente. Le imprese diventano organizzazioni snelle, focalizzate sul cliente e sulla qualità estesa a tutta l’organizzazione.

La qualità diviene ricerca dell’eccellenza da sviluppare attraverso sistemi di gestione integrati (qualità, sicurezza e ambiente).Nascono “modelli dell’eccellenza” come l’EFQM e il CAF.

E le imprese di successo….

Oggi le imprese di successo sono quelle che ricercano l’eccellenza intesa come eccezionale capacità di gestione dell’organizzazione e conseguimento dei risultati attraverso il miglioramento continuo e azzerando gli errori.

Gli imprenditori che le guidano hanno ben chiaro che l’elemento differenziante è costituito dal miglioramento continuo delle persone che compongono le loro aziende.

Essi diffondono i loro valori e ideali orientati alla qualità e al miglioramento continuo ai  dipendenti e collaboratori che a loro volta li fanno propri e cambiano modo di pensare e agire.

Coadiuvati da sistemi di gestione finalizzati all’ottimizzazione del lavoro, migliorano costantemente.

La crescita professionale coincide con la crescita aziendale.

…sono quelle guidate da imprenditori che hanno intrapreso il percorso lento e graduale che li porterà all’ultimo piano dell’edificio “Successo”, senza spendere costi elevati, continuamente supportati dal loro team e dai loro partner che credono fermamente in loro. Imprese che offrono, ad un costo contenuto un prodotto/servizio di elevatissima qualità di cui il cliente non ne può fare a meno e di cui non riesce a trovare sostituti.

Chi coglie la potenzialità di questa filosofia di vita fa la differenza in qualsiasi ambito, da quello lavorativo, a quello sportivo, nella vita in generale.

È nella ricerca dell’eccellenza che opera BLISS…

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