Italia VS Emirati Arabi Uniti

Italia VS Emirati Arabi Uniti

CONSERVAZIONE E PROGRESSO

Una nuova vita in un paese appartenente agli Emirati Arabi Uniti, potrebbe essere una tra le esperienze più entusiasmanti che un cittadino italiano possa fare nel corso della propria esistenza. Tuttavia, trasferirsi in un nuovo posto può sempre riservare qualche aspetto scoraggiante, soprattutto se non si ha una conoscenza pratica delle molteplici abitudini locali, che ogni paese costruisce e conserva nella definizione della propria identità. I consigli e le informazioni che vi daremo all’interno di questo articolo vi aiuteranno non solo a comprendere quali sono i pro e i contro del vivere in un paese che appartiene ad una cultura apparentemente cosi’ distante dalla nostra, ma vi permetteranno anche di sfruttare al massimo tutto ciò che lo stile di vita di questi posti ha da offrire.

IL CLIMA

Gli Emirati Arabi, sono una meta amata soprattutto per il clima, particolarmente favorevole durante la maggior parte dei mesi dell’anno. Potremmo quindi dire che ogni periodo è buono per partire o per trasferirsi qui. La presenza del deserto arabico, rende le temperature calde e secche lungo la costa e umide all’interno, la piacevolissima brezza marina che fa da padrona al clima lungo le numerose spiagge che circondano la maggior parte dei paesi Arabi, rende l’aria costantemente afosa fino al punto di essere in alcuni periodi addirittura soffocante, per chi come noi, è abituato ad un clima mite e temperato. Se non siete dei veri cultori del caldo, vi consigliamo quindi di evitare di trasferirvi o viaggiare in questi luoghi nei mesi di luglio e agosto, sono i più roventi in assoluto!!

GLI ITALIANI EMIRATI

Circa 13 mila italiani oggi hanno scelto di trasferirsi e andare a vivere negli Emirati Arabi, portando con se tutta la propria famiglia. In molte città, si nota infatti una presenza piuttosto attiva di comunità italiane, impegnate spesso nell’organizzazione di eventi e attività ricreative e culturali per i connazionali residenti. La maggior parte degli italiani che si trasferiscono in queste città, scelgono di lavorare nel settore commerciale o della ristorazione. E’ importantissimo ricordare infatti che, lavorare in città come Dubai, per esempio, vuol dire anche avere la possibilità di ricevere uno stipendio esentasse. Una delle differenze con l’Italia riguarda proprio il fatto che in questo Paese non vengono pagate le imposte sul reddito. Vi ricordiamo inoltre che per lavorare negli Emirati Arabi, è necessaria una carta di lavoro o una sponsorizzazione del visto da parte del proprio datore di lavoro. All’estero dinamiche come queste sono abbastanza frequenti, ma stiamo per dirvi qualcosa che da italiani vi lascerà letteralmente a bocca aperta! Negli Emirati Arabi, se si perde il proprio posto di lavoro, si hanno circa 30 giorni per trovarne un altro, pena l’immediato rimpatrio nel proprio paese di provenienza. Ma sentite qui! Dal livello di istruzione dipende anche il numero delle volte che si puo’ cambiare lavoro! Come sapete in Italia, è possibile invece decidere di cambiare lavoro o aprire un attività autonoma tutte le volte che si vuole, in alcuni casi anche indipendentemente dal proprio background professionale. Anzi, in Italia molto spesso, la precarietà contrattuale che affligge i dipendenti di numerose realtà aziendali e che mina, soprattutto tra più giovani, le prospettive di crescita professionale, fa sì che il cambiamento sia percepito più come un obbligo che come una libera scelta.

LA PERCEZIONE DEL MADE IN ITALY NEGLI EMIRATI ARABI UNITI

Gli Emirati Arabi Uniti, non sono solo “il nuovo centro del business mondiale, ma sono anche un Paese “vicino” nell’anima: fra Emirati Arabi e Italia scorrono “affinità elettive” più di quanto sia noto. Il Made in Italy, declinato trasversalmente in ogni settore, è infatti molto apprezzato. L’Italia è considerata un’icona di qualità, stile, cultura e tradizione. Il Brand Italia esprime, pertanto, un grande valore aggiunto intangibile ed ha notevole appeal per gli Emirati Arabi Uniti. Gli italiani, di conseguenza, sono ‘portatori sani’ di tutti i valori che loro stimano, apprezzano ed ammirano. Tale condizione comporta di base un sostanziale vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza che arriva da tutto il mondo. Gli Emirati Arabi si confermano quindi come il principale mercato di sbocco delle esportazioni italiane. L’Italia infatti si posiziona all’ottavo posto in assoluto tra i paesi fornitori degli Emirati e terzo tra i partner europei.

COSTI

Il costo della vita negli Emirati Arabi è molto più alto rispetto a quello italiano. Gli affitti di molti appartamenti sono addirittura proibitivi, in più capita spesso che venga richiesto il pagamento anticipato dell’affitto di un interno anno, e questa è una delle principali difficoltà che deve affrontare chi decide di trasferirsi qui, soprattutto se sceglie di farlo in modo totalmente autonomo. Più cara rispetto all’Italia è anche l’istruzione e l’assistenza sanitaria, sebbene siano entrambi servizi di ottima qualità. Il prezzo dell’alcool è alle stelle e puo’ essere acquistato solo se si ha una licenza per la propria casa, oppure nei bar e nei club dei numerosi hotel.

CURIOSITA’

Tendenzialmente in molte città degli Emirati Arabi il weekend è venerdì e sabato, ovvero giovedì è il nostro ultimo giorno lavorativo e la domenica si ricomincia a lavorare. I palazzi residenziali, sono molto diversi rispetto ai nostri, godono infatti al loro interno di piscine, cinema, spa, palestre e molto altro. Gli animali in molti luoghi come negozi o ristoranti non sono permessi, ci sono addirittura zone dove è vietato farli passeggiare, a differenza dell’Italia dove l’accesso è consentito quasi ovunque. In Italia tutte le vie hanno un nome, spesso sono anche nomi di personaggi storici, politici o cinematografici molto conosciuti, in molte città degli Emirati Arabi invece le vie non hanno un nome, quindi se si vive lì e si vogliono dare dei riferimenti sulla propria abitazione si comincerà descrivendo la zona, il nome dell’appartamento o il numero del palazzo. Non ci sono macchine diesel e il costo della benzina è nettamente inferiore rispetto a quello dell’Italia. Le donne sono trattate come delle vere e proprie principesse! Hanno un vagone riservato in metropolitana, possono saltare la fila negli uffici pubblici e ogni giorno della settimana ci sono sconti oppure offerte speciali esclusivi per il mondo femminile. Negli Emirati Arabi, le canzoni che hanno testi o parole scurrili, vengono modificati prima di poter essere trasmessi, forti limitazioni si verificano anche per la stampa, mentre come saprete, la nostra libertà di espressione è vincolata veramente a pochissime limitazioni. L’iva sulla maggior parte dei prodotti e dei servizi è ridotta al 5%, quindi nettamente inferiore alla tassazione italiana. L’elemosina e il gioco d’azzardo sono assolutamente vietati, problema che purtroppo in Italia è comune a quasi tutte le città della penisola.

DONNE, MODA E STILE

In un paese tradizionalista come l’Arabia Saudita vestire le donne può apparire una sfida a prima vista molto difficile per un brand italiano. Vediamo quindi che peso hanno le differenze di sensibilità e di regole culturali. Quando si parla di donne arabe, è sempre bene, distinguere la sfera privata da quella pubblica, esse infatti amano vestirsi bene quanto le donne italiane e dedicano molta attenzione all’abbigliamento, agli accessori che indossano e in generale alla cura del corpo e dell’aspetto esteriore. Certo, in ambito pubblico ci sono delle regole piuttosto severe in fatto di abbigliamento femminile. Ma nelle occasioni private le regole sono diverse e i comportamenti sono ovviamente molto più liberi. Detto questo, le differenze esistono e non vanno ignorate. Il tenore di vita di larghe fasce della popolazione è piuttosto elevato ed esiste un’ampia clientela femminile con un’alta capacità di spesa, non a caso infatti molti brand di moda italiani sono collocati all’interno di prestigiosi department stores di lusso. I capi italiani vengono considerati prodotti di fascia alta, per la qualità, lo stile e la cura dei dettagli. Come vi abbiamo già fatto notare in questo articolo, il made in Italy esercita un fortissimo appeal in questi paesi oltre ad essere apprezzato in tutto il mondo!

GUIDARE E TRASPORTO PUBBLICO

Molte città degli Emirati Arabi sono in forte espansione, ma nonostante il sovraffollamento sempre più generalizzato, rispettare le regole del traffico per un italiano che si trasferisce qui, più che una scelta prioritaria è un obbligo. Non è possibile guidare con una patente italiana, così come con qualsiasi altra patente straniera. Pertanto chi ha una patente italiana valida, può richiederne la conversione e ottenere la patente emiratina. Spostarsi in una metropoli moderna invece per coloro che non amano guidare o che non si sentono a proprio agio in un paese straniero è inizialmente quasi sempre una sfida, anche se si viene da un paese come l’ Italia. Tuttavia, dopo aver familiarizzato con il trasporto pubblico delle maggiori metropoli degli Emirati Arabi, come ad esempio Dubai, spostarsi da una parte all’altra della città diventerà solo più facile e comodo. Dubai sta addirittura progettando di diventare la città più intelligente del mondo in termini di trasporto pubblico, chi decide di trasferirsi qui per necessità lavorative o per scelta di vita, si sorprenderà di trovare treni della metropolitana senza conducente, taxi di Tesla e persino autobus a guida autonoma! 

CONCLUSIONE

Gli Emirati Arabi godono di luoghi fantastici e di uno stile di vita molto appagante, ma come abbiamo visto sono veramente tante le regole che devono essere rispettate. I costi di un trasferimento se gestiti in maniera autonoma e senza una conoscenza approfondita di tutti gli elementi burocratici necessari, possono diventare quasi insostenibili in termini di tempo e spesa. Scegliere Bliss Corporation vuol dire concedere a se stessi e alla propria famiglia l’utilizzo di tutta una serie di servizi finalizzati ad agevolare un cambiamento di vita cosi’ radicale, da poter diventare addirittura complicato, stressante ed economicamente svantaggioso. Cambiare il proprio paese, significa quasi sempre, cambiare il proprio modo di vivere, oltre che cambiare la propria casa, il proprio ambiente, la scuola dei propri figli e tutto quello che implica un trasferimento: dal trasporto degli oggetti che fanno parte della propria storia e dei propri ricordi, al disbrigo delle principali pratiche burocratiche che ne sono inevitabilmente implicate. 

Farsi assistere in un momento così delicato della propria vita vuol dire scegliere di godersi del viaggio, solo l’emozione!

Carolina Taddei

Carolina inizia a scrivere giovanissima sui banchi delle scuole medie per il quotidiano “La Fragola” e per “Tribuna Italia”. Pochi anni dopo scopre la passione per la radio diventando autrice di un programma radiofonico nazionale e speaker di un format musicale per il web. Da quasi 10 anni collabora come creatrice di contenuti e responsabile ufficio stampa per note multinazionali americane e italiane. Scrittrice freelancer, viaggiatrice on-the-road, innamorata della vita, filantropa e irremovibile ottimista. Oggi lavora come PR & Media Relationship per Bliss Corporation. La sua scrittura è appassionata, pungente, curiosa, un’originalità fluida che si adatta con grande versatilità alle esigenze di qualsiasi tipo di lettore!

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