Il futuro dei traslochi internazionali? Parola agli esperti

Il mondo del trasloco, soprattutto nella sua declinazione internazionale, è in costante cambiamento e aggiornamento. Le aziende di traslochi e spedizioni internazionali, ora più che mai devono capire che il mercato cambia ad una velocità impressionante e, per rispondere al meglio a questo cambiamento, la ricetta è solamente 1: customer satisfaction. Solamente mettendo il cliente al centro delle politiche, servizi e prodotti aziendali ci si potrà differenziare dalla massa rimasta indietro sotto questo punto di vista. Abbiamo quindi deciso di intervistare 2 dei nostri Professionisti: Giuliano Argirò – General & Sales Manager ed Emilio Vittori – Sales Manager, entrambi da moltissimi anni nel settore dei traslochi internazionali e ora entrambi a Bliss Moving & Logistics.

Abbiamo attinto al loro sapere per capire come vedono il futuro del trasloco internazionale da qui a 10 anni, cosa cambierà al livello tecnologico, quale secondo loro sarà l’arma in più per essere scelti rispetto ad altre aziende. Vediamo cosa hanno risposto!

Nel mondo dei traslochi internazionali ci sono già stati dei cambiamenti che hanno modificato il modo in cui le persone traslocavano oppure il modo in cui si lavorava?

GIULIANO: Sicuramente ci sono stati dei cambiamenti nella tipologia e metodologia con la quale si effettuava ilIl futuro del settore traslochi! trasloco, principalmente al livello tecnologico. La tecnologia ha migliorato il materiale di imballaggio, il coordinamento, la velocità delle risposte e dei riscontri al cliente.

È cambiato anche il volume di trasferimento delle famiglie, prima si assisteva a un trasloco di buona parte del mobilio, oggi con ikea e mobilifici che vendono arredamento a poco prezzo la famiglia tende a portare quello che realmente serve e acquistare sul posto l’arredamento o addirittura prendere le case già ammobiliate. Le aziende dal canto loro vanno verso il risparmio in termini di spesa:

  • o danno una quota d’indennità al collaboratore per organizzare da sé il trasloco;
  • o addirittura acquistano case nei paesi di destinazione già ammobiliate consentendo quindi il trasloco dei soli beni “di stretta necessità” per il collaboratore.

EMILIO: A mio avviso non ci sono stati dei grandi cambiamenti, se non quelli legati alla tecnologia, prima il contatto umano e telefonico era predominante, ora invece preventivi, contatti, assistenza avvengono anche e, a volte soprattutto, via mail. Oggi inoltre, le richieste avvengono più dai privati che dai grandi enti o dalle multinazionali. Al livello “tecnico” di preparazione del servizio non ho riscontrato un grande cambiamento!

Nel futuro avrà ancora senso parlare di Trasloco internazionale o sarebbe meglio parlare di Global Mobility? Che tipo di servizi la faranno da padrone in futuro?

Global Mobility: non soddisfare solamente un bisogno del cliente, come ad esempio quello del trasloco internazionale, ma anche altri tipi di bisogni come anche la spedizione internazionale di animali domestici e la Relocation. Al centro non c’è il concetto di servizio ma di servizio per la famiglia.

GIULIANO: Sotto l’aspetto delle grandi multinazionali la global mobility avrà un impatto molto importante, la tendenza sarà quella di rivolgersi ad un unico fornitore che fornirà più servizi (trasloco, spedizione di animali domestici, Relocation ecc). Dal lato opposto ci saranno invece, come detto precedentemente, indennizzi concessi ai collaboratori per organizzare il loro trasferimento o acquisto di case già ammobiliate nei paesi di destinazione.

EMILIO: Questo ragionamento della Global Mobility può essere applicabile soprattutto alle grandi aziende in quanto la logica della Global Mobility comprende pacchetti accessori che devono essere pagati dall’azienda. Questo non significa che non sia usufruibile anche da privati.

Quale sarà il fattore critico di successo in futuro per un’azienda di traslochi internazionali?

GIULIANO: Sicuramente quello di conglobare più servizi da offrire al cliente sia esso privato che multinazionale, abbinati alla qualità del servizio. La chiave è l’esperienza che il cliente vive e quindi la customer satisfaction!

EMILIO: La chiave è sempre la stessa, la relazione con il cliente. Ci potranno essere dei miglioramenti incisivi sul punto di vista della tecnologia, sul fatto di incrementare l’immagine aziendale ma il contatto con il cliente dovrà rimanere tale. Bisogna trasmettere un messaggio al di là del fattore economico!

La tecnologia a tuo avviso potrà avere un impatto sul settore? Se si perché?

GIULIANO: La tecnologia ha già avuto un impatto determinante sul settore. È cambiato l’aspetto della comunicazione, dell’operatività, della capacità di esecuzione, la tecnologia gioca un ruolo molto importante anche nel nostro settore. Adeguarsi e stare al passo con i tempi e le migliorie che si possono avere al livello tecnologico aiuta a essere sempre più competitivi sul mercato.

EMILIO: Sicuramente si, perché si comunica in modo più veloce e molto spesso ci si rapporta con persone, aziende ecc via internet. Semplicemente perché al crescere del numero di aziende c’è meno fiducia su chi sia la scelta da prendere e quindi c’è più dispersione. Internet serve per capire e caRpire meglio le informazioni e fare dei confronti utilissimi in fase di scelta.

Come immagini il settore fra 10 anni?

GIULIANO: Immagino che sicuramente la tendenza sarà quella che i volumi del trasloco diminuiranno. Perché la necessità di ogni interlocutore coinvolto è quella di spendere il meno possibile per tutto ciò che concerne la global Mobility e quindi il trasloco. Lo stiamo già vedendo con enti e organismi internazionali come ministeri, enti che cercano di risparmiare nel budget annuale relativamente ai vari servizi. Da qui a 10 anni mi aspetto che rimarranno in piedi le realtà che sono rimaste aggiornate in tecnologia, marketing e qualità, e che avranno investito sulla global mobility. Inoltre la concorrenza è sempre più agguerrita, c’è molta improvvisazione nel settore, il fattore che potrà portare longevità per un’azienda è la customer satisfaction (soddisfare il cliente).

EMILIO: Non so sinceramente cosa accadrà fra 10 anni, posso però dirti quello che è successo negli ultimi 10. Ci sono state delle restrizioni nei servizi in virtù della crisi, e si sono inserite nel mercato del moving aziende con bassa professionalità che danno problemi alle aziende che da anni sono nel settore e operano con professionalità, per problemi faccio riferimento ad esempio a prezzi stracciati a fronte di un servizio non all’altezza e così via. Per il resto non ci sarà un grande cambiamento a mio avviso nel futuro.

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