IL COMMERCIO INTERNAZIONALE : COME VIAGGIANO LE NOSTRE MERCI?

IL COMMERCIO INTERNAZIONALE : COME VIAGGIANO LE NOSTRE MERCI?

Negli ultimi anni la diffusione dei container è stata continua ed esponenziale, al punto da diventare centrale per il commercio globale. La modernità è caratterizzata dalla cosiddetta formula “just in time” in tutti i settori: dagli autoveicoli ai telefonini, dall’abbigliamento ai prodotti farmaceutici e per la casa. I grandi centri di stoccaggio, con magazzini pieni di merce, hanno lasciato il passo alla distribuzione in base all’effettiva richiesta di mercato. Contemporaneamente le navi hanno aumentato sempre di più la loro capacità di carico, comportando una riduzione dei prezzi al dettaglio delle merci, motivo per cui le stesse sono diventate accessibili ad un numero sempre maggiore di persone. Oggi le imbarcazioni più grandi che esistono, possono trasportare fino a 24.000 container standard, la stessa capacità di carico che avrebbe un treno merci, lungo più di 70 km! Avete capito bene!

Ma verso quali destinazioni si muovono questi giganti del mare?

Storicamente le macro rotte più frequentate sono tre:

  • Euroasiatica;
  • Transatlantica;
  • Transpacifica.

Nel 2019 i container trasportati a livello globale, sono stati circa 152 milioni, con un flusso concentrato principalmente tra l’Asia Orientale e l’America Settentrionale, che importa dall’estero molte più merci rispetto a quelle che esporta o vende. L’ Asia Orientale tende invece al massimo dell’esportazione possibile, mentre l’Europa importa dall’Estremo Oriente più di quanto esporti laggiù e vende al Nord America più di quanto da li, acquisti. 

Qual’è stato il valore del commercio internazionale nel 2021?

Oltre 28.000 miliardi di dollari!

Ma con quali mezzi vengono trasportati i prodotti?

Molti di voi rimarranno sbalorditi nel sapere che la maggior parte delle merci, vengono trasportate proprio via mare e che il commercio internazionale è sempre più asiatico, in particolare cinese! E’ proprio il caso di dire che la nostra vita e le nostre abitudini sono sempre più strettamente correlate al commercio ed è per questo che abbiamo ritenuto cosi’ importante, cercare di farvi capire quali sono le dinamiche generali che lo caratterizzano e qual’è il suo funzionamento a livello globale.

La maggior parte dei prodotti che consumiamo o utilizziamo viene dall’estero, o è stato realizzato con materie prime di origine straniera. Le navi porta container rappresentano circa il 17% di tutte quelle che trasportano merci e prodotti su scala internazionale. Poi ci sono le navi cosiddette portarinfuse, che trasportano una percentuale maggiore di merci rispetto a quelle che abbiamo appena descritto, le minor bulker e le navi cisterna. Ognuna di queste navi muove tipologie di prodotti differenti, ad esempio prodotti sfusi, ovvero né impacchettati né infilati nei container, oppure minerali, carbone, cereali ma anche fosfati, acciaio, cemento, prodotti agricoli e forestali. Infine ci sono le navi a “carico liquido” che trasportano petrolio, carburanti, gas e prodotti chimici.

Come potete facilmente immaginare, leggendo quanto vi abbiamo appena descritto, molti di questi prodotti, tecnicamente non sarebbero trasportabili in aereo.

Dunque, in quali casi si utilizzano gli aerei per il trasporto di prodotti da una parte all’altra del mondo?

Viene favorito nell’ambito del commercio internazionale, tra paesi confinanti.

Nel 2021 il commercio globale è aumentato di circa il 25% rispetto al 2020, anno che ha visto la maggior diffusione del virus Covid-19, ma ha superato anche le percentuali di aumento stimate nel 2019. All’interno di questo scenario, il commercio via mare rimane sempre la tipologia di movimentazione prediletta. Questo è dovuto a due diversi fattori: quantità di merci trasportabili e costi. Le più moderne tipologie di imbarcazioni, possono infatti trasportare una quantità di merci veramente enorme perché possiedono delle capacità di carico elevatissime.

Ma cosa ancora non sapete?

Il 90% dei flussi commerciali marittimi internazionali, transita per almeno un Choke Points!

Vediamo nello specifico cosa sono.

Si tratta dei cosiddetti “colli di bottiglia”, ovvero stretti o canali artificiali di importanza globale. Il canale di Suez, di Panama, lo stretto di Gibilterra, il capo di Buona Speranza, ne rappresentano un esempio. Buona parte della merce transita attraverso questi Choke Points, il cui controllo è quasi totalmente monopolizzato dagli Stati Uniti.

Ricordate il caso della nave Ever Given?

L’incidente alla nave incagliata nel Canale di Suez ha portato alla ribalta proprio la complessità e, insieme, la vitale importanza del commercio mondiale via mare. La catena di approvvigionamento globale è stata messa nuovamente a rischio in un sistema già scosso dalla pandemia COVID-19. Quando, il 23 marzo 2021, la nave Ever Given della compagnia marittima Evergreen, un gigante lungo 400 metri, largo 59 metri, con 220mila tonnellate di stazza e oltre 20mila container a bordo, è stato colpito da una tempesta di sabbia ed è finito per arenarsi di traverso, ostruendo completamente il canale egiziano, gli effetti sono stati immediati e dirompenti. Le navi, a centinaia, da una parte e dall’altra del canale, sono rimaste bloccate fino a quando, solo una settimana dopo, la Ever Given è stata disincagliata.

L’ingorgo durato una settimana ha causato ritardi nelle consegne del petrolio, auto, strumenti elettronici, prodotti alimentari, medicinali. Ma non solo.

Circa il 7% di tutto il petrolio trasportato via mare, transita quotidianamente attraverso il canale di Suez, quindi il blocco determinato dalla Ever Given, ha comportato anche l’aumento dei prezzi del greggio, con ripercussioni importantissime dall’Asia all’America.

Tecnologia, Organizzazione e Investimenti

Secondo i dati stimati dall’ultimo rapporto di AGCS ( Allianz Global Corporate & Specialty), l’industria del trasporto marittimo ha generato nel 2019, oltre 150 miliardi di dollari per l’economia mondiale, creando più di 1 milione di posti di lavoro.

Grazie alle nuove tecnologie e all’introduzione di rotte più sicure per le navi, oggi si possono limitare molti dei danni tecnici o atmosferici più comuni e rendere il trasporto marittimo un mezzo di movimentazione sempre più sicuro.

Potremmo definire l’era in cui viviamo “era del container”, quella in cui una semplice scatola di metallo è riuscita ad avviare un’innovazione tecnologica e organizzativa tale da produrre un cambiamento globale delle merci via mare. Questo fattore è stato assolutamente determinante nello sviluppo di quei fenomeni economici e sociali che chiamiamo globalizzazione e che hanno trasformato completamente l’economia e la nostra vita quotidiana.

L’era del container ha comportato modifiche profonde delle navi, nei porti, dei mezzi di carico e scarico, del trasporto terrestre, dell’intera catena logistica. Notevoli sono stati gli sforzi organizzativi  e commerciali messi in atto, insieme ad una profonda riorganizzazione del lavoro e all’investimento di capitali molto elevati. Quello che abbiamo cercato di farvi capire in questo articolo è che, ogni singolo aspetto raccontato, ha contribuito a trasformare la movimentazione ed il trasporto delle merci via mare, da un’attività artigianale ad un processo industriale, in grado di garantire sempre più affidabilità, regolarità e sicurezza del trasporto su scala mondiale. Il mondo che conoscevamo è cambiato, in seguito all’enorme accessibilità di aree una volta marginalizzate rispetto ai grandi traffici mondiali, alla disponibilità di materie prime, forza lavoro e mercati di consumo che in passato erano separati da costi del trasporto proibitivi e da una vera e propria mancanza di collegamenti. Quando parliamo di “mercato globale” ci riferiamo proprio alla caratteristica che appartiene ad ogni oggetto della nostra vita quotidiana, ovvero quella di “incorporare” al suo interno migliaia di chilometri di navigazione. L’innovazione tecnologica e organizzativa connessa alla movimentazione e al trasporto delle merci, l’effetto generato sui costi generalizzati del trasporto, le interconnessioni con gli assetti globali della produzione e dei consumi e le prospettive future di fronte ai cambiamenti epocali in atto, ha motivato in  noi di Bliss Corporation, specializzati da anni nel settore dei trasporti e delle spedizioni nazionali ed internazionali, l’esigenza di portare queste informazioni fuori dai soli ambiti ristretti degli specialisti di settore, al fine di trasmettere ai nostri lettori la percezione di quella che può essere denominata una vera e propria rivoluzione!

Carolina Taddei

Carolina inizia a scrivere giovanissima sui banchi delle scuole medie per il quotidiano “La Fragola” e per “Tribuna Italia”. Pochi anni dopo scopre la passione per la radio diventando autrice di un programma radiofonico nazionale e speaker di un format musicale per il web. Da quasi 10 anni collabora come creatrice di contenuti e responsabile ufficio stampa per note multinazionali americane e italiane. Scrittrice freelancer, viaggiatrice on-the-road, innamorata della vita, filantropa e irremovibile ottimista. Oggi lavora come PR & Media Relationship per Bliss Corporation. La sua scrittura è appassionata, pungente, curiosa, un’originalità fluida che si adatta con grande versatilità alle esigenze di qualsiasi tipo di lettore!

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